Poesia

Lo spartito sommerso 2057

Lo spartito sommerso 2057

Tracciato sulla pergamena o il foglio,
un primo segno l’antico ha letto;
ma la materia, dentro il suo orgoglio,
nasconde un fitto e disegno perfetto.

Le crome e semicrome del mistero
corrono dove l’occhio non arriva,
un fitto dialogo profondo e vero
che muove la materia calda e viva.

Il codice ridesta la memoria,
non chiede una violenta esecuzione;
racconta al saggio la sua muta storia
e chiede l’elemento alla funzione.

Porgiamo il dono che la fibra brama,
la sostanza segreta che le manca;
la forma da se stessa tesse la trama,
rinnoverà la forza che si stanca.

Non siamo i costruttori di quei varchi,
ma i servitori di un ordigno saggio;
porgiamo i rari e calcolati carchi
che guideranno il corpo nel viaggio.

Ascolta questo canto e la sua cura,
la minima che vibra nel profondo;
si fa d’accordo l’esile struttura
e si risana il battito del mondo.

Pino Conestabile 1977

 

 

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