E lo vado a prendere, l’irreparabile, se la coltre che conosco me lo consente. È il sonno pungente senza recinto, è il vicolo stretto del mio occhio. Lo vado a prendere e trovo all’arrivo un beffardo plenilunio di sentimenti
Ti avevo chiesto
Ti avevo chiesto gli occhi e invece resto piccola, come quel muscolo immaturo che non può reggermi le spalle.
Messa a dimora
Sono stata messa a dimora. E anche se mi sembrava di avere già radici, la terra mi abbranca per ridurmi in moto di pellegrina. Intorno al niente.


