Poesia

Disloca-menti

Una mezzaluna il pavimento.
Trattiene il piede che inspira
l’aria.

Il vetro inerme freme.
Le crepe ricordano un’altra verità.

Frammenti di me
che non ho pronunciato, ancora.
Eppure mi riconoscono,
mi percorrono, mi sfiorano
le vene.

Un pensiero sussurra
al suo stesso orecchio:
“non voglio concludermi
come un’origine”.

La mia ombra
si decide a muoversi
in cerchio.
Io no.

Una spirale di gradini che non ruota.
Non scende, non sale.

Un labirinto al crepuscolo.
La sola direzione.

E qui,
nell’istante in cui la soglia respira,
non ricordo, ma genero.
Rotture.

E finalmente

 

 

 

 

 

cado.

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Pensieri strampalati di un introverso qualunque

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