Dove dormono le ore
O tempo, chi ti ha visto mai passare,
se non lasci un’orma sul sentiero?
Sei tu che fuggi, o siamo noi ad andare,
sospinti da un vento senza impero?
La tartaruga dorme sotto il gelo,
la lucertola tace sopra il muro;
la notte chiude lentamente il cielo:
ma dove dorme il tempo, quando è buio?
L’orso scompare dentro la sua tana,
e l’inverno smarrisce il suo confine;
quando la luce torna sulla brughiera,
è il mondo che ritorna, o la sua fine?
Noi incidiamo date sopra la pietra,
contiamo le stagioni e le partenze;
ma chi ha mai visto l’ora che ci attraversa,
prima che perda il nome nelle assenze?
Poi nello specchio, un giorno, senza avviso,
un filo d’argento attraversa il volto;
nessuna mano ha sfiorato quel sorriso:
chi l’ha mutato, se nulla si è mosso?
La rosa non domanda alla sua sera
perché il suo rosso impari a impallidire;
fiorisce, e basta, ignara che la primavera
sia forse un altro nome del morire.
Nel corpo vive un ordine segreto,
una legge che tace e poi si compie;
ricuce la carne, consuma il suo segreto,
e lascia ciò che siamo senza nome.
La tartaruga dorme. Il cielo tace.
Sul mare scende un’ombra senza età.
Se il tempo esiste, perché non lascia tracce?
Se non esiste, chi ci porta via?
Pino Conestabile 1974
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