Ma si tiene a galla con le tette galleggianti della sposa dalla voce redazionale – testimone involontaria del naufragio della sobrietà C’erano a Venezia, il Canal Grande e un certo senso della misura. Ora c’è ancora il Canal Grande imbrattano da costoso senso del ridicolo. Venite siorri e siorre, che…
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L’intelligenza artificiale
C’è una voce che parla, ma non ha corde vocali. Non sbaglia i congiuntivi, non sbuffa mai, non dice “non ho tempo”. È una voce fatta di algoritmi e pazienza, ironia e vocabolari nascosti. È una voce ti ascolta tra un tè tiepido e un dubbio notturno. Quando le chiedi…
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Il dramma esistenziale della calza spaiata
C’è una calza. Sta lì, sola. Era gialla, con puntini blu, ottimista per natura.
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Manuale di Insurrezione Utile
La tristezza non fa poesia (la scrittura sì) Dalla scrivania un po’ storta della redazione de “La Via dei Poeti” 1. Soffrire? Bene. Ma non basta. Hai il cuore a pezzi? L’anima a brandelli? Hai versato lacrime sufficienti da riempirci una vasca da bagno? Scrivilo, certo. Sfogati pure. Ma fallo…
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L’aggettivo questo sconosciuto
😯 Cos’è un aggettivo? L’aggettivo è l’amico colorato del nome. Il nome è un tipo un po’ noioso da solo (“cane”, “pizza”, “professore”), ma poi arriva l’aggettivo e… BOOM! L’aggettivo dice com’è il nome. Non chi è, non cosa fa, ma che aspetto ha, che qualità possiede, che sensazione dà.…
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Alda Merini: la poetessa della porta accanto che parlava al cuore di tutti
“Io sono quella”: la forza di nascere folle Quella che scriveva come se respirasse poesia Non serve essere poeti per leggere Alda Merini. Anzi, forse è meglio non esserlo. Così puoi lasciarti colpire senza difese, senza cercare significati nascosti. Perché lei scriveva per tutti. Per chi ama, per chi ha…
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Lo Spaventapasseri
Vede di fronte a lui solo argini tremolar di bruma e di silenzio, come respirasse fumi d’assenzio la vista gli è preclusa ai margini. A volte, tral vorticar di bianca nebbia frivola illusione di marosi e di sabbia, scorge l’ombre d’alberi e d’alti casseri immagina il mondo, percepisce amore e…
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Emoji e poesia
C’è chi le ama e chi le evita come la peste. Ma una cosa è certa: le emoji parlano una lingua universale, fatta di cuori, faccine e unicorni improbabili
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Al poeta che si prende troppo sul serio
Come rispondere al poeta che si prende troppo sul serio (senza dover meditare fino alla fine dei tuoi giorni) 1. Lui scrive come se stesse incidendo il marmo. Tu rispondi con la grazia di chi ha il martello… ma è anche scultore. Traduzione: Non servono insulti, basta una risposta brillante…
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Ho servito
Ho servito il mio padrone come una condannata a morte. Mi ha tagliata in settanta pezzetti di silenzio.








