Poesia

Quante volte

(disturbo ossessivo)

quante volte scorrettamente Ti chiamo
di notte o fuori casa affaccendato

“non nominare il mio nome invano”

quante volte

scrivo per non soccombere –
un altro me forse spia
questo me “fuori posto”

ah quest’afflizione mi pesa
come un macigno

oh quando mi chiamerai dall’oltre
e starò nella pace
dei tuoi invocati cieli

10.12.23

2 Comments on “Quante volte

  1. Il testo mette in scena la compulsione ossessiva come gesto linguistico reiterato. L’invocazione diventa sintomo e tentativo di controllo, mentre la scrittura agisce da contenimento. La chiusa introduce una tensione tra afflizione e desiderio di quiete.
    Bravo

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