C’è qualcosa di strano nel linguaggio contemporaneo, passiamo metà della vita leggendo frasi costruite per non lasciare traccia. Mail automatiche, notifiche, comunicazioni condominiali, tutorial, regolamenti, messaggi scritti come se fossero stati dettati da una stampante esausta. Tutto deve essere rapido, chiaro, funzionale, privo di ambiguità, perché l’ambiguità rallenta e costringe…
Ogni scrittore lascia impronte digitali nei suoi testi?
Inevitabilmente ogni scrittore lascia impronte “digitali” nei suoi testi Vi sono poeti, scrittori che li riconosci dopo poche righe, anche senza sapere esattamente perché. Non è solo una parola particolare o una frase brillante: spesso è il ritmo, quel modo tutto loro di far scorrere la frase, di allungarla, spezzarla,…
Raccontare Sade senza arrossire
Ovvero: la storia di un aristocratico che voleva solo scrivere in pace e invece finì in ogni guaio possibile Quando si parla del marchese de Sade, la gente immagina subito un tizio in parrucca che corre nudo come un verme per Versailles brandendo un frustino. E invece no. Te lo…
Il caso Garlasco e la Tv che prende posizione.
Da mesi il caso Garlasco è tornato in TV come una serie mai conclusa. Cambiano gli ospiti, cambiano le puntate, cambiano i dettagli discussi in studio, il meccanismo resta lo stesso: tensione, sospetti, frasi ad effetto, ricostruzioni, scontri, pause drammatiche. La cronaca non viene più soltanto raccontata, viene messa in…
Perché il linguaggio pubblico è sempre più generico
Il dibattito nel linguaggio pubblico non è mai stato un luogo di precisione millimetrica. Ma c’è una differenza tra il semplificare per essere compresi e il svuotare le parole di ogni peso specifico fino a renderle intercambiabili. Quella differenza, oggi, si sta assottigliando in modo preoccupante. La lingua che non…