2 Comments

  • Cristina

    Una poesia intensa e visiva, dove gli alberi diventano specchio dell’uomo e del suo mondo capovolto. L’immagine delle radici che gridano è bellissima e inquieta, come se la terra stessa reclamasse voce. La chiusa restituisce un respiro di speranza, ma resta l’impressione di una ferita aperta: la natura sopravvive, sì, ma non dimentica.

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