La rima: quella cosa che fa suonare le parole
La rima non è obbligatoria. Ma quando arriva, fa festa.
Come gli amici giusti al momento giusto. È quella cosa che trasforma un semplice verso in un colpo di bacchetta magica. Quasi musica, ma fatta con le parole.
Ma che cos’è ‘sta rima?
La rima è l’uguaglianza (o somiglianza) del suono finale di due o più parole, a partire dalla vocale accentata in poi.
“Nel mezzo del cammin di nostra vita
mi ritrovai per una selva smarrita”
I tipi di rima (senza sbadigli)
• Rima baciata → AABB
• Alternata → ABAB
• Incrociata → ABBA
• Ripetuta → AAAA
Ma è obbligatoria?
Assolutamente no. Scrivere in rima non è sinonimo di poesia!. È uno strumento, come il metro o la musica: se serve, ok. Altrimenti, meglio un verso libero e vibrante.
💡 Scrivere bene senza rima richiede ritmo e precisione.
💡 Scrivere bene con la rima richiede ancora più attenzione: se ti domina lei, il tuo verso è già morto.
Quando la rima fa le bizze
Diffida delle rime forzate, delle “rose/amore/cuore” & Co. Se la rima è solo per far bella figura, lasciamela passare.
Trucco da poeta vero
Prova prima a scrivere in versi liberi.
Poi chiediti: “Queste parole si cercano per amore… o solo per rima?” Se si cercano da sole, lasciale stare.
✨Esercizio per te:
Scrivi 4 versi in rima alternata (ABAB) usando un’unica emozione (es. nostalgia, rabbia…). Niente fretta, serve ascolto.
Ogni altro approfondimento – metro, sillabe, licenze – arriva quando vuoi.
Scrivi, sperimenta, suona, rima o non rima: rispettiamo sempre la voce vera dei poeti.
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