Gaza
Dove la terra trema, ma l’anima ancora resiste.
Crollano case come polvere,
le finestre non hanno più vetri
ma occhi spalancati sul vuoto.
Un bambino stringe la mano
di una madre che non risponde,
il silenzio è più forte delle sirene.
Il cielo, anziché riparo,
porta fuoco e ferro,
e la notte non conosce riposo.
Eppure, tra le macerie,
una voce sussurra preghiere,
un filo di canto si alza,
resiste,
come un seme che ostinato
vuole ancora germogliare.
acciaccatino 🍀



l tuo testo cattura con delicatezza l’oscillazione tra devastazione e tenacia. Le immagini sono essenziali ma potentissime: il vuoto delle case, il silenzio che sovrasta le sirene, e poi quel filo di canto che insiste, quasi contro ogni logica. Ne nasce una poesia che non indulge nel dolore, ma lo attraversa per mostrare la forza ostinata della vita.
la poesia lavora con immagini nitide e immediate, costruite attraverso una sequenza di contrasti: il vuoto e la voce, la rovina, il seme. Ne nasce una poesia essenziale che riesce a tenere insieme dolore e resistenza con una misura rara.
Sei il benvenuto in questa via 🙂