Si lagnano i miei piedi
morti su queste strade
condite d’ acqua e fango.
Riluccicaono le finte compagnie di ventura
di una Milano invernale.
Si, finiro con l’amarla
per cio che non ho mai fatto.
per quel grigio sdrucciolo
che scende dall’alto
e quella ruffianaggine arruffata
delle sue siepi
di fragole e pitosfori.
Poco piu su’
-regno dei piccoli cuori appesi-
c’e chi rincorre il Natale,
mentre una povera zampogna
dalla pelle nera
ci regala versi africani.




È un pensiero che mi lascia addosso una strana malinconia dolce. Mi fa capire che si può voler bene a un posto non perché è bello, ma perché, nonostante il fango e il gelo, sa ancora regalarci un momento di poesia inaspettata.