Poesia

Il Concilio del Mondo

Il Concilio del Mondo

Il vento mi ha sussurrato
un poema di fuoco,
mentre la pioggia cercava parole
tra le mie mani.

C’è un patto d’argilla
che dura da poco,
o forse da antiche
e segrete ere lontane.

La Terra risponde
con colpi profondi,
scrive la sua storia
tra radici e vene,
custodisce il pianto
dei tramonti perduti
e il ferro che dorme nascosto
tra rocce e catene.

L’Acqua lava
la bocca dei sassi,
racconta di mari
che sognano il cielo,
insegue i nostri passi lenti
e scioglie nel ghiaccio
il suo velo eterno.

Il Fuoco divora
l’ombra del bosco,
crepita sogni
di luce e carbone,
parla una lingua
che appena intendo:
un brivido caldo,
una folle canzone.

E l’Aria,
invisibile sarta del mondo,
ricama profumi,
solleva il destino,
porta l’odore
dei fiori e dei frutti
e accompagna il respiro
del bimbo vicino.

Si parlano piano,
in un codice silenzioso,
negli occhi del lupo,
nel volo del falco.

Noi siamo l’eco
del loro saluto,
attori dispersi
su un unico grande palco.

E nel silenzio che segue,
ogni foglia ed ogni spina
conferma il segreto antico
il mondo parla e respira,
e noi, piccoli spettatori,
restiamo in ascolto,
inermi nel suo cammino.

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