Dove tramonta la luce
Con il sudore della fronte hai dato
da bere alla terra assetata e gentile;
e il seme, nel grembo del tempo posato,
cresceva nel sole d’un giorno primaverile.
Quando sulle vie si faceva più sera,
accendevi una stella nel cielo smarrito;
e l’anima, stanca d’oscura bufera,
trovava nel tuo passo un porto infinito.
Fosti mano che cura, silenziosa e fedele,
quando il vento piegava le canne del cuore;
fosti voce sommessa nelle notti più gelide,
senza chiedere nulla in compenso d’amore.
Desti rispetto e lealtà, senza vanto,
come acqua che scorre e non chiede memoria;
e sorreggesti il fragile, accanto al suo pianto,
come l’alba sorregge la notte che muore.
Poi venne un silenzio più fondo del mare,
e la voce si spense sull’ultimo addio;
restò sulla soglia qualcosa da amare,
come resta una luce quando il sole va via.
Non sempre chi riceve sa intendere il dono,
né vede la mano che silenziosa e fedele,:
ché l’essere più piccolo cammina alla luce
e, seguendo il suo chiarore, si perde nel proprio destino.
Pino Conestabile 1981
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