Poesia

La sala di attesa

La sala di attesa

Nel limbo di una sosta e di un passaggio,
su un tavolo che accoglie ogni sapienza,
si accese nel pensiero un folle viaggio,
sfogliando le parole dell’essenza.

Ma il solco della mente era fugace,
l’inchiostro si perdeva nel sentiero,
e il tempo si dissolveva rapace,
mentre il volume offriva il suo mistero.

Mutò la rotta allora l’intelletto:
lo sguardo si fece ancora più profondo,
cercando l’architrave e l’architetto,
la spina dorsale di ogni mondo.

Misura del rigore e della prova,
l’errore fu compagno ad ogni aurora,
finché la precisione si fa nuova
e l’ombra del fallire si scolora.

Due volte vide il sole il freddo inverno,
e il dubbio si ridusse a una porzione:
divenne più leggero quel quaderno
rispetto al calcolo della ragione.

Passarono quattr’anni di costanza,
l’esercizio si fa rito e dimora,
il vero e la certezza han rilevanza,
mentre la mente nuove vie esplora.

Al quinto giro della terra al sole,
la mente ha conquistato la sua vetta:
armoniose si muovon le parole,
la formula è precisa, pura, eletta.

Pino Conestabile 1973

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