Guardo, passano, e io così attendo
per quell’ambito fuggevole sorriso,
ma mesto mi trattengo nel mio ghetto
di vana speranza pateticamente intriso.
Anelo l’omicidio del malvezzo,
le veemenze della mia ragione
e sprofondo nelle folle fantasie
d’idiota onore, controllo e amore.
Sono sporca pigra riproduzione,
nient’altro che il mediocre coacervo
d’un assordante sottaciuto sentore.
Ridacchio amaramente, sorrido io,
ironica la vita del banale;
semplice, totale, piana nullità.
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2 Comments
Redazione
La poesia sembra muoversi fra due sentimenti contrastanti: il desiderio di un contatto umano, suggerito dal sorriso atteso nella prima strofa, e una progressiva svalutazione dei rapporti e dei desideri, fino alla «nullità» conclusiva.
In particolare, espressioni come «omicidio del malvezzo» e «sporca pigra riproduzione» sembrano introdurre una forma di disprezzo, forse anche verso ciò che si desidera.
È una lettura possibile, naturalmente, ci interesserebbe sapere se questa contraddizione è voluta oppure se il testo intende esprimere qualcosa di diverso.
Alma Gjini
Una poesia che sembra procedere in punta di piedi, ma lascia ferite profonde.
È molto interessante il contrasto tra la musicalità delle rime e la durezza delle parole, tra il desiderio di essere
visti e il giudizio impietoso che la voce poetica riserva a se stessa
. La chiusa, asciutta e disarmante, restituisce tutto il peso di un’amarezza che sembra consumarsi in silenzio,
ma che nei versi trova finalmente voce.
Un caro saluto
Alma