Poesia

Il rocchetto

Il rocchetto

Il nero grasso colorava il dito,
la bicicletta capovolta al fondo;
scendeva il buio e con un solo invito
scattava il giro di quel fiero mondo.

Il ferro grande che guidava il passo
fissava il tempo a una minore mira;
vedevo quel rocchetto tondo e basso
che nell’ombra dell’officina gira.

Un ramo sulla terra secca e nuda
tracciò la forma di un anello strano:
se il cerchio dentro l’altro si rinchiuda,
il moto vola e si allontana invano.

Un giro solo della prima ruota
raddoppia i suoi cammini alla ventura;
la mente insegue la materia vuota,
che corre forte oltre la sua misura.

Ma se la corda all’incontrario tende,
partendo dal rocchetto più sovrano,
la troppa forza all’impeto s’arrende
e muore sopra il ferro ormai lontano.

Cento catene e cento cerchi ancora:
l’ordigno si riduce e resta cheto.
Lo sguardo del maestro si colora,
davanti a quel miracolo segreto.

Pino Conestabile 1973

Loading

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.