Nel cerchio dell’alba indissolta rimane un profumo di petali spenti. Le tue dita, più antiche del tempo, sfiorano mondi tra rune in tormento. Una candela si piega alla soglia, chiama il mio nome senza voce, la mia voce senza nome, la mia faccia senza volto. Ed io, con la pelle…
Quel che mi dici
Tu mi dici è inutile questa brezza quasi dolciastra, e poi lentamente aspra. Mi abbracci come quelle onde che non si spaventano di fronte a niente, come il mare quando, spartano e ad un passo dall’acerrima tempesta, si fa avanti, quasi impavido uomo. Tu mi dici non si può vivere…
Che c’è?
– Che c’è? – disse una vocina. – Che c’è, che c’è! È possibile che non mi lasci mai in pace? Nemmeno adesso? – disse il vecchino seduto sulla panchina. Silenzio. Voltò lo sguardo a destra e vide il nipotino che scarrozzava sul prato vicino. -Certo è che è proprio…