Tremori e timori 2057
Il terreno sussulta, si scuote l’abisso,
una forza ancestrale ridesta la terra,
ma l’occhio di specchio rimane là fisso,
ascolta il respiro che sotto fa guerra.
Un brivido scorre nei fili d’argento,
la rete percepisce la fretta del mondo,
ferma la scossa nel primo momento,
prima che il crollo diventi profondo.
Si spegne la luce, si chiude l’essenza,
un battito stacca la spina del male,
mentre il disegno di un’alta coscienza
trattiene la furia nel vuoto spettrale.
L’antico rintocco d’allarme ora tace,
il panico è un lampo che muore d’un tratto,
il ferro e la pietra rimangono in pace,
guidati nel buio da un muto contratto.
Interruttori invisibili aprono i varchi,
nel tempo che passa tra un battito e l’altro;
la forza che piega le travi ed i carchi
diventa il ricamo di un calcolo scaltro.
Leggi tra i versi la trama domani,
l’antico timore che l’uomo cancella;
quando il futuro unirà le sue mani,
scoprirai cosa trema in questa novella.
Pino Conestabile 1977
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