Poesia

Da Archimede

Pare un quadro.
La finestra la tela,
tutto il resto una cornice.
Quel che mi strappa dall’anima
un’insolita pace tra lo scompiglio in sala
è un vecchio acero montano
che silente ondeggia le fronde, ignaro.
Ignaro di essere considerato.
Ai raggi del sole le sue foglie brillano
di un fresco verde opalescente
e sussurrano melodie conosciute
a chi le sa carpire
mentre il tempo pare sospeso
nell’attesa di consumare
un pasto domenicale.

– Raro l’attimo d’intimità.
I tuoi occhi si fondono con i miei
al di là della finestra,
mano nella mano
su di un tovagliato ormai vissuto. –

12 settembre 2025

Da Archimede © Paula Becattini

Scrivo poesie e racconti fin dalla tenera età. Immagini, suoni, colori, forme, sensazioni... tutto contribuisce ai miei scritti. Non mi ritengo una poetessa; semmai una sognatrice ancora adolescente nell'animo.

One comment on “Da Archimede

  1. Leggendo questi versi mi è arrivata subito l’immagine del quadro che si apre dalla finestra: semplice, pulita, senza pose. Mi piace quando un dettaglio esterno riesce a mettere ordine al caos interno. Qui l’acero diventa quasi un personaggio, e funziona. Forse la parte più intima arriva un po’ all’improvviso, ma proprio per questo colpisce: è un attimo rubato, fragile, che resta sospeso.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.