Poesia

Il peso della seta

Il peso della seta

C’è un modo di poggiare le mani sul tavolo
alla fine del giorno
che rimette il mondo al suo posto.

Non è stanchezza.
È qualcosa che resta
dopo le tempeste attraversate
senza fare rumore.

Si riconosce
nel calore lasciato su una sedia,
nel rammendo invisibile
tra un urlo
e un perdono.

È una presenza
che non chiede spazio.

Lo crea.

Come la vena nella pietra
che tiene insieme l’urto,

come la radice
che spacca il buio
per farsi strada.

È il passo
che non sveglia nessuno,

il mattino
che entra nelle stanze
prima ancora del sole.

È la grazia di chi sa
che un fiore tra le mani
non può spiegare il vento,

ma può tenerlo
lontano dal cuore.

Non cercate il nome.

Cercate la forza
che non alza la voce,
quella che resta in piedi
quando il vuoto pesa di più.

La troverete lì,
in penombra,

con il peso leggero della seta sulle spalle
mentre ricuce
gli strappi del giorno.
M.

One comment on “Il peso della seta

  1. Mi è piaciuta molto l’atmosfera di questa poesia.
    Le immagini sono semplici ma arrivano subito, come il rammendo invisibile o la radice che si fa strada nel buio. Si sente l’idea di una forza silenziosa, che non ha bisogno di farsi notare ma che tiene insieme le cose. È un testo delicato che lascia una sensazione di calma.

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