La memoria del domani 2057
I marmi della sala specchian luci,
mentre il camino accende il suo bagliore;
lungo le fredde pareti conduci
l’onda che svela il computo del cuore.
Sui bei vassoi brillano i cristalli,
vibra l’argento in mano ai cavalieri;
sotto i lampadari e i solenni balli,
l’impulso scivola tra i fili neri.
Un’eco di musica riempie il fondo,
leggera fluttua tra la folla e il velo;
si fonde col segnale più profondo,
legando questa terra sino al cielo.
Le lunghe tende sfiorano la sera,
le finestre s’affacciano sul vuoto;
l’invisibile trama si fa vera,
se il tuo sensore mappa l’ignoto.
Un soffio lieve si trasforma in volo,
la stanza accoglie il battito segreto;
l’accordo si diffonde in un assolo,
e il mondo intorno si fa più quieto.
Nelle cuffie del pubblico presente
scorre quel flusso che non ha parole;
il grande mistero parla alla mente,
ognuno afferra l’ombra che più vuole.
Chi trova un’eco della propria infanzia,
chi cura un lutto dentro la memoria;
il sentimento colma ogni distanza,
lasciando intesa un’infinita storia.
Ma in un angolo oscuro del salone,
lontano dall’impulso rielaborato,
un’ombra custodisce la visione
di un tempo antico che non è passato.
Pino Conestabile 1977.
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