Poesia

Il pianto della vite

La vite piange,
ma non è dolore.

È linfa che ritorna,
sale piano
dalle radici.

È la terra che respira
dopo il lungo silenzio
dell’inverno.

Dai tagli esce
un liquido trasparente,
una lacrima ereditata,
un segno vivo che dice:

“Ci sono ancora.”

La pianta è viva.
Le radici lavorano
nel buio.

La primavera bussa piano
e la linfa risponde.

Nel vigneto
l’erba ricomincia a profumare,
gli alberi si alzano
e ogni cosa sembra svegliarsi
senza fare rumore.

Cammino tra i filari
che mio padre ha curato
con le sue mani.

Ora tocca a me.

Continuo il suo lavoro
come si continua
una frase
mai finita.

Non sapevo
che la vite piangesse.

L’ho imparato
col tempo.

E davanti
a quella goccia chiara
sono rimasto
senza parole.

Non è solo linfa.

È memoria
che sale.

Io amo tutto questo:
la terra,
l’attesa,
il profumo
dell’erba nuova.

E mentre la vite piange
io ringrazio.

Perché in quella lacrima
passa ancora
dalle sue mani
alle mie.
M.

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One Comment

  • Cristina

    Questa poesia, letta così, mi fa sentire come se stessi entrando in un luogo dove tutto è semplice e necessario. Io la vivo come un gesto di riconoscimento: riconoscere che qualcosa continua a muoversi anche quando sembra fermo, che la vita non fa rumore quando ritorna, e che certe eredità non arrivano con le parole ma con le mani.
    Benvenuto tra noi 🙂

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