Poesia

Marzo

Marzo è un mese di profumi d’inizio
e promesse sussurrate alla terra.

Tutto si risveglia adagio,
come un brano che torna a suonare
dopo un lungo silenzio.

Ma marzo è anche luce e ombra,
sole che viene e che va,
vento che passa e ritorna.

E io, ragazzo, nei campi con mio padre,
“Marzo marzotto…” nella sua voce,
voce piena, voce calda,
quel profumo, quella melodia
che sembravano riempire l’aria.

Davanti a noi la terra,
davanti a noi il cielo pieno di rinascita,
con un odore ampio,
infinito.

Quel profumo, quella melodia
sono rimasti in me,
nella mente e nel cuore,
come un seme ostinato
che non smette di cercare luce.

Ogni volta che marzo ritorna
lo cerco tra l’erba nuova,
nell’aria fresca del mattino,
nel vento leggero che passa.

Ma non è più lo stesso.
Non ha lo stesso suono.

Forse non è cambiata la terra,
forse non è cambiato il vento.

È che manca la sua voce
accanto alla mia.
E allora capisco
che quel profumo, quella melodia
non erano solo natura.

Erano un momento,
era mio padre,
eravamo noi.
M.

One comment on “Marzo

  1. Forse il cambiamento non è nella terra, né nel vento, né nei campi. È in chi guarda. È in quella voce che manca e che, mancando, cambia tutto il resto.
    E questo lo sento molto umano: quando una presenza scompare, il mondo non cambia davvero, ma cambia il modo in cui lo ascolti.

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