Poesia

Sulla soglia

Vi fu chi giunse all’orlo dell’aurora,
ove il silenzio ha palpiti d’immenso,
e vide il cielo dischiudersi ancora
come un pensiero eterno e senza senso.

Ma un’ombra antica gli velò la fronte,
un vento antico gli gravò sul petto;
e ritornò, lasciando oltre il monte
quel vivo lume che l’aveva eletto.

Scelse la via che il giorno già conosce,
l’usato solco, il cerchio della terra;
ché spesso il cuore, quando il vero approda,
teme la pace più che non la guerra.

Così rimase simile alla foglia
che l’autunno sospende ai rami spenti:
non cade al suolo, né varca la soglia,
ma vive in balìa dei suoi venti.

E il tempo, antico custode delle cose,
non ne cancella l’orma né il passaggio:
la serba muta tra le sue ripose,
quasi un crepuscolo rimasto a maggio.

Ché solo a pochi è dato il grande ardire
di non voltarsi innanzi all’Infinito;
gli altri si fanno eco del fuggire,
e il loro nome dorme nell’oblio tacito.

Pino Conestabile 1996

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