Lo spunto della settimana
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Fiori che danno l’addio ad altri fiori che si credonosbagliati,sogni che divengono errori di battitura,malattie mentali, crocevia di soluzioniimprobabili o improponibili. All’alba sminuzzarepezzetti di mollicaper poi gettare il panein aria,sorridendo alla vita. La piccola fortunarisiede semprenella tasca in alto,vicino al…
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Scrivo e squarcio,parole come spade incidono la carne,liberando il sangue,Ne usciran farfallediceva una mia zia, è dolce il ridere nel pianto quanto aspra è la poesia. ♡1
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Sono qui, dove neanche gli specchi osano riflettere. Nel buio. Mi riconosci? Sono proprio te! Al dubbio spara! E mira proprio al centro, di fronte a te. Mi troverai lì. Non mi sposto. ♡1
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Un’eco si piega sul bordo dei pensieri. Mi scrive addosso post-it mentre io mi affido al vento. Scucio istanti dal fianco dei giorni, sul crinale a nordest. Ne esce un suono di zip inceppata. Cammino a distanze astrali da me.…
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Bassorilievi sulla battigia, immuni alle risacche, orme nel limo dei ricordi. Concave, colme di maree indomite. Con i miei piedi “mud and snow”. Quante ne ho incise! Alluce e illice si contendono i pochi granelli di sabbia prosciugata rimasti. Mi…
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La pioggia scava il campo. Il cielo di lamiera fa un rumore cupo, è un animale che mastica il buio. Foglie e uccelli volano storti molati dal vento e frullati da ore affamate. E l’autunno che procede con passo di…
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La poesia-quella vera – non è un genere letterario: è un modo di guardare, di vedere, di sentire. È quando una cosa che tutti vedono diventa improvvisamente unica, perché tu la senti in un modo che nessuno aveva detto così…
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Nausea che ti presenti, da dove arrivi? Né il profumo del ginepro, né quello dell’alloro può affievolirti. Resine ambrate d’un poeta oscuro, nell’ombra resti. A che titolo, poi, definirsi poeta, in grado d’illudersi e di illudere. Tace ora il verso…
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Sogni svaniti tra le ombre della memoria, scintille eterne, viaggiamo silenti, tra soffi accarezzati dalle foglie fischiettando addii caduti a terra. Quanto frastuono fa il silenzio! Smemorati viandanti, vestiti, con cappotti di luce, eleganti, liberi dal tempo, valichiamo il confine…
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Sipari stropicciati tra lenzuola socchiuse, promesse che odorano di deodorante scaduto: “le mie scuse”. Vestiti troppo stretti, le parole sussurrate, scivolano via privi di permessi. E ridevi, oh sì, ridevi, e come ridevi! con l’invito stampato in quel tuo sguardo…
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