C’è un quaderno che non apre mai nessuno,
resta chiuso nel cassetto
tra scontrini piegati e appunti senza data.
Dentro ci sono le cose
che non entrano nei bilanci
e nemmeno nelle conversazioni.
Ci sono giorni interi
scritti solo a metà,
e pensieri
che non hanno mai trovato una riga giusta.
La sera, quando tutto si ferma,
il tavolo resta pieno
di piccoli segni invisibili:
la tazza ancora calda,
la sedia che torna a scricchiolare
quando mi alzo,
il computer che si spegne
come un respiro trattenuto.
Fuori, le luci delle case
continuano a raccontare storie
che non mi appartengono.
Dentro, invece,
rimangono quelle cose sospese
che non hanno mai fatto rumore
ma pesano più di tutto.
A volte apro quel quaderno
solo per ricordarmi
che esisto anche lì.
Tra le righe non scritte.


