One Comment

  • Redazione

    Una poesia breve ma tagliente, che in pochi versi restituisce l’idea di un pubblico ormai abituato a consumare tutto come spettacolo, perfino il dolore.
    Mi colpisce molto l’immagine dei “brandelli” serviti come piatto forte: c’è qualcosa di crudo, quasi disturbante, ma efficace.
    Il finale, con quel “sangue / di traverso”, lascia addosso una sensazione di disagio, come se ciò che viene guardato da fuori fosse invece vissuto sulla pelle.

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