Il gotico in letteratura con teschi e paura
Bio poeti famosi

La letteratura gotica: non solo paura

La letteratura gotica è un modo di raccontare la realtà mettendo in luce ciò che normalmente resta nascosto.

Non nasce per spaventare, ma per creare inquietudine e suggerire che non tutto può essere spiegato o controllato.

Il genere viene fatto iniziare nel 1764 con Il castello di Otranto di Horace Walpole, dove compaiono già molti dei suoi elementi tipici.
L’ambientazione è decisiva: castelli abbandonati, case diroccate, luoghi isolati e scenari decadenti che generano una tensione costante.
A questo si affianca la suspense, una tensione lenta e crescente, fatta di attese, dubbi e segnali che sembrano annunciare qualcosa di imminente.

Il romanzo gotico nasce anche come reazione all’Illuminismo, che cercava di spiegare il mondo attraverso la ragione.
In queste storie, invece, prende forma l’idea che esistano aspetti della realtà che sfuggono al controllo umano e che proprio per questo risultano inquietanti.

I temi ricorrenti sono riconoscibilissimi.

Ambientazioni decadenti, tetre, oscure: villaggi sperduti, brughiere desolate e castelli diroccati ricchi di segreti e di storie perdute suscitano una sensazione di paura e di turbamento nel lettore e consentono agli scrittori di creare la necessaria suspense per ambientare le loro trame. 

In particolare emerge …

  • Il perturbante emerge quando qualcosa di familiare diventa improvvisamente estraneo, preferibilmente di notte
  • Il doppio riguarda identità divise o lati nascosti che affiorano nel tempo.
  • Il passato ritorna e condiziona il presente, mentre il desiderio represso si manifesta attraverso figure come fantasmi o mostri, che incarnano paure e impulsi angoscianti profondamente umani.

Tra gli autori fondamentali troviamo Mary Shelley, che con Frankenstein lega il tema del mostro alla responsabilità dello scienziato e ai limiti della conoscenza.
– Con Edgar Allan Poe il gotico diventa più psicologico: la paura nasce dalla mente, dall’ossessione, dalla colpa, dalla follia.
– Bram Stoker, con Dracula, dà forma definitiva al vampiro moderno, simbolo di desiderio, contagio e alterità. – Robert Louis Stevenson, con Lo strano caso del dottor Jekyll e mist. Hyde, esplora il tema del doppio come presenza oscura nell’essere umano.
– Per il gotico italiano, Iginio Ugo Tarchetti con Fosca porta al centro inquietudine, malattia e ossessione amorosa.

 E nel mondo moderno?

Con il passare del tempo, il romanzo gotico non sparisce,  cambia: le ambientazioni cupe restano importanti, ma la paura si sposta sempre di più dentro l’essere umano, diventa più psicologico: le forze oscure non agiscono solo nei castelli o nei luoghi isolati, ma nella mente dei personaggi, attraverso ossessioni, colpe e paure nascoste.

Per questo il genere anticipa alcune domande che saranno poi centrali nella psicoanalisi: quanto conosciamo davvero noi stessi? E quanto siamo padroni delle nostre paure?

Cosa dice la psicologia?

La psicologia interpreta il gotico come un viaggio negli abissi della coscienza, dove le ambientazioni in rovina e le creature soprannaturali rappresentano le nostre ansie, i desideri repressi e la fragile impalcatura della nostra salute mentale

In conclusione…

Il genere “horror” non è un genere “vecchio” non è mai morto anzi, è vivo e vegeto nella letteratura contemporanea, continua con autori come Lovecraft, Stephen King e Anne Rice.

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