Poesia - Testi isoliti

Abisso di Rimorsi

Seduto sul fondale
sgranocchio singhiozzi.
Ne accartoccio l’involucro, lo stropiccio.

La pressione, la sabbia, le conchiglie.
Mi schiacciano a sè.

Le bolle risalgono l’abisso,
espirano grida
al contatto con l’aria,
le mie.

È così lontana la superficie,
che non le sento.

Piovo meduse dagli occhi,
iridescenti! luminose!
Avete presente? Quelle color tenebra ecco!

I sorrisi degli squali
brillano come lune,
anzi, come mezzelune… quelle per tritare
soffritti; sofferti!

Oh no, cazzo! Sono io!
Che cerco di fare
carne trita di me stesso!
Essi sono solo il mio riflesso nell’acqua.

Il riflesso dei rimorsi che ho dentro.
E farebbero bene se mi sbranassero!

Avrebbero ragione!

Pensieri strampalati di un introverso qualunque

2 Comments on “Abisso di Rimorsi

  1. “Abisso di Rimorsi” si muove tra l’immagine marina e quella interiore con una coerenza che colpisce: l’acqua è il respiro trattenuto, la sabbia la memoria che pesa, le conchiglie i pensieri che non si dissolvono. La voce poetica parla dal fondo, non metaforico ma fisico, seduto sul fondale, in apnea emotiva.
    L’uso dei verbi è concreto e brutale (sgranocchio, accartoccio, stropiccio): bellissimo perché rifiuta la dolcezza e va dritto all’autodistruzione lucida.
    Poi arriva la svolta ironico-tragica con le mezzelune per tritare i soffritti; sofferti!, e lì si sente una coscienza che si guarda con rabbia ma anche con un lampo di umorismo nero. Quel “oh no, cazzo! sono io!” è il punto di catarsi: il momento in cui l’abisso si specchia e mostra che i mostri non sono esterni.

    C’è qualcosa di Bukowski che incontra il fondo marino di Sylvia Plath, ma in chiave più fisica, più popolare, più sbracata e quindi più vera.
    L’unico piccolo appunto (se vuoi proprio smussare): potresti asciugare leggermente l’intercalare “Avete presente?” che spezza il flusso poetico – ma funziona anche come colpo di realtà, quindi dipende dal tono che vuoi tenere.
    Nel complesso: poesia viva, carnale, autoironica e disperata. Fa male, ma fa anche ridere di quel male.
    Una delle rare volte in cui la parola “abisso” non è un cliché.

    1. Mi emoziono sempre quando apprezzi i miei testi. Analisi perfetta e suggerimenti graditissimi!
      Sempre onorato e col cuore che batte quando mi commenti Cristina! ❤️ Grazie!

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